4 settembre 2016

OLE PETTER SØRUM - Morgenrøde O.S.T. [Avantgarde, 2016]

- Morgenrøde -

La mia fortuna è che, tra quelle poche persone che conosco, ci sono davvero dei buoni intenditori di musica, nonchè film, come in questo caso.


Morgenrøde (ovvero in italiano Alba) è la splendida colonna sonora che Ole Petter Sørum ha realizzato per l'omonimo lungometrggio del norvegese Anders Elsrud Hultgreen uscito nel 2014.
Film del filone post-apocalittico, due soli personaggi, pressoché nulli i dialoghi, ma soprattutto tanta presenza di spiritualità nebbiosa e tossica.


Per certi versi, intendo quel percorso mistico/rituale e i paesaggi, mi ha ricordato il film Valhalla Rising (2009) di Nicolas Winding Refn. Paesaggi sempre oscuri, anzi, neri (ci piacerebbe sapere dove sono geolocalizzati) che si sposano a perfezione con la mesta soundtrack drone/dark-ambient che accompagna questo viaggio di poco più di un'ora di pellicola.


Ci siamo - come al solito - arrivati dopo, ma l'importante è arrivarci.
Buon ascolto... et visione!

20 agosto 2016

HALO MANASH - Elemental Live Forms MMV - Initiation [Aural Hypnox, 2016]

- Elemental Live Forms MMV, Initiation -

Straordinaria ultima fatica del collettivo finlandese Halo Manash, corredata come, al solito,
dal meraviglioso artwork prodotto dalla Aural Hypnox.
Brevi ma intensi rituali live di iniziazione che fuoriescono da impenetrabili grigie foschie come fossero onde ultrsonore che viaggiano nella galassia verso nuovi oltreversi, sorrette e trasportate da quella misteriosa materia oscura sprigionata nel primo esplosivo atto di creazione universale.
Si manifestano infinite come le profondità abissali della Via Lattea e gelide come il metallo delle lamiere di una astronave che naviga alla deriva nel proprio percorso interstellare alla ricerca di una fonte di conoscenza aliena, o divina, alla quale non riesce ancora a dare un nome.

19 agosto 2016

MEANWHILE.IN.TEXAS - Take Black Pills [Triple Moon, 2016]

- Take Black Pills -

Una cosa è certa, le poste peruviane sono assai lunghe dal momento che sto aspettando un ordine da circa due mesi, mentre quelle transalpine sono assi rapide, infatti, questo cdr (ben confezionato) mi è pervenuto in soli due giorni, et vabbè...

Cominciamo nel dire che dietro il nome Meanwhile.In.Texas - nome fighissimo, anche se ancora non ho capito da cosa deriva - si nasconde il salentino Angelo Guido, alcuni dei quali, anzi, spero in molti, si ricorderanno della strepitosa collaborazione con Paolo Colavita alias Skag Arcade attraverso Fernweh: audiocassetta limitata pubblicata dall'ottima Luce Sia.

Parole buttate così, senza nessun appunto, alla veloce e probabilmente senza alcun senso logico, ma questo è il frutto o costo dello scrivere mentre lo stereo è in modalità loop
Take black pills è come l'immagine di copertina, ovvero lo smisurato orizzonte, l'infinito da cui prendono forme le cicliche onde del mare, che mescolate alla finissima sabbia raccolta dal basso fondale, finiscono dapprima per creare una sorta di avvolgente mantello dal profumo salmastro e dal colore violaceo, poi, infine, come fosse una lieve brezza marina, comincia catarticamente a sgetolare l'epidermide. 
Per certi versi, la dronica onda anomale presente in Kaleidoscope Slow Fuzz, così ripetuta, invasiva e cerebralmente vermicolare, ha ricordato quel martellamento psichico di Observatory proposto qualche anno indietro da The Haxan Cloak, e, dulcis in fundo, la cinafrusaglia metallica (nel senso buono del termine) che ogni tanto squarcia gli affreschi dipinti in quel burrascoso cielo di Another Earth, gli dona una flebile componente post-industriale stile Das Synthetische Mischgewebe.

Doveroso, anzi obbligatorio l'ascolto in cuffia, altrimenti si rischia di perdere le leggiadre note di sottofondo, quelle nascoste dai lunghi soundscapes drone-ambient, che rendono questo un ottimo lavoro, quasi fiabesco ma dal piglio assolutamente nostalgico.



Buon ascolto!

2 luglio 2016

THE VAULT - Transfiguration [Fall Of Nature, 2016]

- Transfiguration -

The Vault è il solo project di Sébastien Martel, attivo da circa dieci anni, ma che ora (pare) abbia terminato l'attività. 
Death-industrial e dark-ambient che si fondono per dare vita a qualcosa di putrescente, oscuro e torbido. 
Morente quanto i rintocchi di campane di Svasti-Ayanam (vedi Peter Andersson aka Raison D'etre) e belligerante come i colpi secchi di mortaio fatti esplodere da Saphi alias Nocturne.

Je vivais tranquille,
quand ils m'ont fait chanceler,
saisi par la nuque,
pour me briser.

Fantastico cd, uscito per l'australiana Fall Of Nature. Consigliato? No, di più.

26 giugno 2016

GIULIO ALDINUCCI & MOON RA - Mutus Liber [No Problema Tapes, 2016]

- Mutus Liber - 

Nel precedente split, o collaborazione che dir si voglia, ovvero E.S.P. con Nicola Corti, la fiorentina Maria Rosa Sarri ci ha brutalmente infastidito (nel senso positivo) attraverso sonorità graffianti, maleodoranti di zolfo e arrugginite come le lamiere di una marcia acciaieria abbandonata: questo è quello che il violaceo condominio ha percepito, abbiate pietà.
 
In Mutus Liber - 50 copie, rilasciate dalla cilena No Problema Tapes, etichetta che coincide con il ritorno per Moon Ra dopo Space Is Still The Place del 2013 ed unico tape che manca per completare la personale collezione - duetta in modo sincrono con il senese Giulio Aldinucci (Dronarivm, Time Released Sound), facendo risultare il sodalizio tutto assai acquoso. Per la precisione sto immaginando il suono che potrebbe avere la corrente elettrica 220v (a livello subatomico) nel passaggio all'interno di contenitori metallici colmi di acqua (appunto). Diciamo una sorta di propagazione elettrofluida che, partendo dal centro, rimbalza dalle pareti e tende poco per volta alla dissolvenza, rilasciando per capillarità, molecole di vapore acqueo in un substrato sabbioso, ma fertile dal punto di vista biologico.
Soundscapes che si possomo assimilare a piatte superfici di morbido fango soggette a fluttuazioni circolari e al tempo stesso abrasive, causa la presenza nell'atmosfera di un forte tasso di salinità e microscopiche particelle di silice sferoidale.
Uno split velenoso come le spine degli scorpioni di mare, provoca allergia cutanea, spasmi muscolari e, in alcuni momenti, perfino schizofrenia, gonfiori e forti dolori addominali che durano per ore intere. Un lavoro, concetto valido per entrambi gli artisti italiani, che attira l'attenzione facendoti innalzare la pinna dorsale (quella che oggi noi esseri umani non abbiamo, ma che probabilmente un tempo assai remoto sì, visto la provenienza evolutiva di ogni specie esistente).

Copertina (sarà per il rosa, che volendo si può interpretare come una sfumatura sbiadita del viola), le tracce Albedo e Vocal Prism, assolutamente sopra le righe: da avere!

5 giugno 2016

DEN ARKAISKA RÖSTEN - O▲ [Beläten, 2015]

- Den Arkaiska Rösten, O▲ -

... da una mia vecchia recensione per la webzine The New Noise.

Il progetto nasce nel 2010, ma è dalla performance live dell’anno dopo – tenuta al Fylkingen – che gli svedesi Per Åhlund and Girilal Baars si manifestano al pubblico con lo pseudonimo Den Arkaiska Rösten (in italiano: “la voce arcaica”).

L’esibizione non è passata inosservata, tanto che il tenebroso Thomas Ekelund (Trepaneringsritualen e titolare della Beläten) acquisisce la registrazione, li inserisce nel proprio catalogo runico e infine pubblica una cassetta dal titolo geometrico: O▲ (cerchio/triangolo). Nella loro proposta sonora, finemente incentrata sulla sacralità della voce e su drone extraterrestri, possiamo trovare elementi di circolarità simbolistica Ouroboros (religione, magia, esoterismo, cropcircle, peyote), ma anche cabalistici Ain Soph (inteso come il nulla senza fine) saturi di invisibile materia oscura, stargate e stati allucinatori da pandorum (la sindrome orbitale disfunzionale). I riferimenti più prossimi – se proprio vogliamo cercarli – sono quegli spostati sacerdoti russi dei Phurpa, magari meno rituali. L’incenso cede il posto alla polvere spaziale e l’infinita luminosità stellare si sostituisce a quelle delle candele accese. La differenza sostanziale però sta nel solo uso dell’elettronica (i Phurpa si servono soprattutto di strumentazione tradizionale proveniente dal Tibet) e nella manipolazione della voce, meno gutturale ma più aliena e haunted. Da tutto ciò ne derivano due tracce dark ambient intense e inquiete, dalle pulsazioni industrial e dalle atmosfere opprimenti e metalliche.

Gli interminabili e mistici ascolti degli incappucciati russi – citando una famosa battuta da un film di Indiana Jones – sono una trasmittente per parlare con Dio. La voce arcaica del duo svedese, oltre che essere meno ostica, invece, è una ricerca cosmica: lancia un messaggio subliminale e spirituale nell’oltreverso alla ricerca di altre forme di vita (si spera più intelligenti), in modo tale che siano gli stessi omini verdi a cercare di stabilire una comunicazione, attraverso una sorta di abduzione psichica. E noi stupidi che mandiamo in orbita immagini e suoni incisi dentro il Voyager Golden Record…

1 maggio 2016

LYMPHA OBSCURA - Ghosts From The Voynich Manuscript [Naked Lunch, 2015]

- Ghosts From The Voynich Manuscript -

Lympha Oscura è il nuovo progetto artistico del duo Dbpit/Xxena e risalente a qualche anno indietro. Per una strana coincidenza Ghosts From The Voynich Manuscript esce quasi in simultanea con quei racconti malinconici presenti in quel gioiellino di White Stories Of Black Whales. Per chi non conosce ancora o non ha mai visto puntate di History Channel o di Focus, il Monoscritto Voynich è quel libro del 1400 scritto con un sistema di scrittura che a tutt'oggi non è stato ancora decifrato: mistero, fascino o grossolana burla? Poco importa, l’uomo ha comunque sempre il desiderio di credere in qualcosa di soprannaturale, di ricercare e sprofondare in nerissimi abissi, quindi ben vangano studi come questo, peraltro ben confezionati, quindi rilasciare qualcosa che non sia soltanto cd, vinile o tape pare non basti più al duo romano, infatti, dopo il precedente color-box, qui riescono a mescolare insieme le arti della musica, della poesia e fotografia. 

Le musiche composte abilmente come sempre da Dbpit e Xxena si intersecano con la poesia dei due testi di Fabio Magnasciutti (compresa voce) e vengono immortalate nella memoria da cornici fotografiche dal piglio abbandono/decadente di Daniele Pinti, il tutto confezionato nel meraviglioso artwork in formato A5, edito dalla friulana Naked Lunch: da segnalare i video che la stessa Arianna Degni ha ricavato per l’occasione da alcune loro performance live (vedi Londra). E se nel precedente avevano affrontato una dark-ambient sfumata con tinte lacrimevoli, qui il suono si tramuta in un post-industrial di carattere rituale (Tamarea Galis), e in alcuni casi addirittura inquietante come l’evolversi di una imminente pestilenza mondiale (Cratea Albha). Il lavoro è articolato ovviamente su geometrie spettrali e poetiche quasi rinascimentali (mi riferisco all'osservare le immagini e leggere i testi mentre lo si ascolta), ma è infastidito e graffiato (nel senso buono) da rumorose interferenze metalliche che rimandano a complessi siderurgici (Salagus Anthaus) e inferni-noise danteschi (Jughea Martis). Personalmente, in alcuni momenti, quelli meno invasivi cerebralmente, ha ricordato quel concept di IHSV (2013) e nella fattispecie la traccia Index Librorum Proibithorum, ovvero quella sorta di poetica industriale in cui si scandiscono con fare tenebroso alcuni nomi eccellenti di geni del passato - indifferentemente dall’arte che rappresentano - e che sfumano in una corrosiva nebbia salina. 

Un ottimo lavoro a livello sonoro, 
ma anche uno di quelli dal bell'aspetto visivo: affrettavi!

28 aprile 2016

TSANTSA - Tsantsa [Zeon Light, 2016]

- Tsantsa -
 
"Your beauty drowns me, drowns the core of me,
when your beauty burns me I dissolve as I never dissolved before man. 
From all men, I was different, and myself, but I see in you that part of me which is you. I feel you in me, I feel my own voice becoming heavier, 
as if i were drinking you in every delicate tread of resemblance being soldered by fire, 
and one no longer detects the fissure"

Questo è quello che c'è scritto all'interno dell'artwork... carino no? Due tracce lunghissime di circa trenta minuti, incessanti rituali con un certo retrogusto orientale, abissi profondi, noise inquietante e droni glitch. 
Cassettina meravigliosa: anche questa volta la svedese Zeon Light ha fatto centro, nonostante non ho ancora capito chi ci sia dietro questo progetto.

31 marzo 2016

ARTISTI VARI - Kommando Stasi [Killing Fields, 2014]

- Kommando Stasi -
 
Prima che qualcuno mi faccia diventare una saponetta per fare il bucato a mano, questa notte mi sono scervellato per cercare di carpire chi ci fosse dietro quel ormai famoso cdr anonimo che mi è pervenuto via posta, al quale ho dato momentaneamente il nome di Cianciulli Srl. Una soluzione è che dietro ci sia uno degli artisti che sono entrati nella compilation "Kommando Stasi", raccolta che mi piacque molto (Terreni K, SKR, E Aktion, Cropcircle, Deviated Sister Tv and more) sulla quale circa due anni fa scrissi perfino un articolo per OndaRock, e che vi posto appena dopo. Resto comunque ancora su come sia entrato in possesso del mio indirizzo...

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L'ottima etichetta italiana Creative Fields propone a tutti i suoi fedeli ascoltatori che nutrono perversi interessi per i delitti più brutali della storia questa fantastica e rumorosa raccolta. “Kommando Stasi” – prima uscita della collana Killer - racchiude dodici piccole gemme che vanno dal death-industrial al drone-noise più estremo, tutte realizzate per l’occasione da artisti italiani emergenti e sconosciuti al grande pubblico, ma abbastanza noti da chi segue quest’oscuro sottobosco musicale. La compilation prova a raccontare in chiave noise i quindici minuti (9:15/9:30) in cui probabilmente venne eseguito il brutale omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, la mattina del 13 agosto 2007, e le discusse e discutibili notizie di cronaca che ne seguirono. Sappiamo che fu arrestato e processato il fidanzato Alberto Stasi, tuttora però il colpevole, tra i molti depistaggi e alcuni indizi mai seguiti, non è stato ancora trovato; se esistesse ancora il famoso servizio segreto (Stasi) dell’ex-Repubblica democratica tedesca (Ddr), sicuramente, attraverso le loro torture e interrogatori, avremmo conosciuto già il giorno dopo il nome dell’esecutore materiale. 

Un lungo e morente drone, sfumando tra tetre atmosfere dark-ambient, annuncia il tragico evento, provocando una sorta di collasso cardio-circolatorio, quasi a rivivere gli ultimi istanti di vita della povera Chiara (“No Mercy”). Le muraglie noise di “Cia Vs Stasi” mordono, frantumano e poi sciolgono l’asfalto stradale di Via Pascoli; con “Kappa Gemini” sembra di strisciare fra i piatti di frazionamento di una torre cracking all’interno di una raffineria petrolchimica, in un profondo stato d’allucinazione perversa. L’immensa e possente traccia death-industrial dei Deviated Sister Tv partorisce l’avviso di garanzia, scandito dalla marcia industriale di Cropcircle che, aprendo il mediatico processo penale giudicato da una moderna Santa Inquisizione, crea un mesto e inquietante sottofondo sonoro, quasi a ricordare che esiste pur sempre un giudizio divino o soprannaturale. Intanto la carta stampata si sbizzarrisce pubblicando false frequenze elettriche modulate che, intersecandosi con le calde e tristi note di un pianoforte, reagiscono chimicamente generando malsani suoni come se provenissero da un theremin prossimo all’esplosione (vedi My Right Of Frost); e successivamente attraverso gli archi rampanti harsh-noise da cattedrale gotica di Katyn + E-Aktion e i riflessi ambient dronici al chiaroscuro di Antimediascrambler. 

“Emo StaSi” fornisce nuove indiscrezioni e indizi, codificate però da un incomprensibile linguaggio Morse 3.0: tocca solo decifrarle. I colpevolisti già emettono i propri verdetti, rappresentati in quest’occasione dalla marziale, corrosiva, graffiante e infernale “6 luglio 1983” e dall’alienante traccia di FAZN (Frazione Armata della Zona Neuronale). Terreni K, infine, nella traccia meno noise e industrial del disco, analizza e sonda la psiche e il subconscio umano avvalendosi del decreto Habeas Corpus del 1679, ribadendo che nessun uomo può essere imprigionato se il giudice competente non lo considera colpevole del reato per cui è stato fermato. Aspettiamo ora con molta ansia di conoscere il nome dell’omicida cui sarà dedicata la prossima uscita killer.


Buona lettura et... inquieto ascolto!

30 marzo 2016

CIANCIULLI S.r.l. - Untitled [Autoproduzione, 2016]

- Cianciulli S.r.l. -

Lo so, vistate chiedendo perchè Cianciulli Srl. Beh, un nome momentaneamente dovevo pur dare a questo cdr. Non è vero, non è frutto della mia fantasia (che è molta e disturbata), bensì è il nome del mittente che ho letto sulla busta in cui all'interno si trovava questo oggetto.
Lì per lì non vi ho fatto molto caso, poi, leggendo la via (Sapone) e la città di spedizione (Correggio) ho realizzato che era tutta una invenzione. Mi sono dunque affidato al bollo postale, che citava un paesino del bolognese.
Però quel nome l'avevo già letto o sentito da qualche parte... Cianciulli, Cianciulli, Cianciulli... vabbè, io sono anziano e la memoria è ormai andata, quindi ho adoperato google, et voilà, ecco: trattasi della serial killer Leonarda Cianciulli, che (pare) dopo aver ucciso le sue vittime, li sciogliesse nella soda caustica per poi farci del sapone: fantastico! 
Vabbè, io vi lascio il link dove potete scaricare le tre racce presenti all'interno, senza nome, come peraltro l'autore. Vi posso soltanto dire che non sono male, diciamo che sono in tema con fatti di cronaca nera, e perfettamente in tema con le tracce ematiche (vernice? ancora non ne sono sicuro) che ricoprono il cdr.
 Amico mio: chiunque tu sia, grazie infinite per l'omaggio, fatti però riconoscere, andresti lodato solo per questa tua insana malattia.


Buon sanguinolento ascolto!