Capitolo recuperi distrattamente persi dell'anno appena passato.
Far Away Worlds è il fresco, nuovo, duraturo (questo si vedrà) progetto di elettronica sperimentale formato da Marta Zapparoli e Liz Allbee. Titolo del disco: Pareidolia, ovvero quel processo istintivo del cervello umano nell'associare forme casuali o disordinate a modelli prestabiliti.
E prendendo appunto spunto da questa forma istintiva, che per il mio ormai disastrato cervello, Pareidolia è un disco che non si ascolta ma si subisce, come una pressione interna che cerca una via di fuga.
Le tracce sembrano costruite su lamiere che si contorcono lentamente, attraversate da una fiamma ossidrica sempre sul punto di accendersi del tutto, ma mai risolta. Il suono è viscerale, fatto di gorgoglii acidi e frustate improvvise, mentre un drone strisciante tiene tutto in uno stato di tensione costante.
Piccole microesplosioni unicellulari emergono e scompaiono, lasciando dietro di sé una sensazione di ustione cerebrale, come se l’ascolto incidesse direttamente sui nervi. L’elettricità è permanente così come il magnetismo residuo: ogni traccia sembra attrarre e respingere allo stesso tempo. Le voci, lontane e deformate, non comunicano ma insinuano, generando un’ansia sottile e persistente.
È un lavoro disturbante e coerente, che trova una sua forma proprio nel caos che evoca: un paesaggio sonoro in cui la percezione si piega, e ciò che riconosciamo è forse solo un’illusione.
Pareidolia: Dissipatio label, cd, 150 copie.

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